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Martino Fruet

 
Intervista a Martino Fruet
 
 

Ciao Martino, sei in CARRARO TEAM da 12 anni, quale è l’impressione che ti sei fatto?

Come è nata l’idea di entrare nel Team; quali sono state le persone che Ti hanno spinto in questo progetto e chi ti ha aiutato a realizzarlo?


Raccontaci
un po’ cosa hai fatto prima, quando hai iniziato e i tuoi risultati più importanti.



Come ti sembrano l’organizzazione, gli atleti e i tecnici della tua squadra, L’ARCOBALENO CARRARO TEAM, cosa dic
i?

Quale preparazione hai fatto, cosa hai cambiato per essere subito vincente nel 2007?

Quali sono le tue caratteristiche tecniche?

Tu preferisci il cross country, con che caratteristiche e perché?

A Brescia finalmente un 5° posto importante, ti aspettavi di andare così forte? Ritieni di migliorare?

Quali sono i tuoi obiettivi stagionali e quali quelli futuri?

Quale gara ti piacerebbe vincere?


Come è la situazione della MTB giovanile, chi sono i tui avversari che ritieni più forti sulla strada per Pechino?

Parlaci un po’ di te e dei tuoi hobby












 

Mah, la prima parola che mi viene in mente è famiglia, sì la struttura di carraroteam è proprio come una famiglia a livello di rapporti umani, della quale io mi sento il primogenito.


Ho iniziato ad avvicinarmi alla mtb grazie a Fabio Piva, un negoziante di bici del mio paese che mi ha avviato alle prime gare regionali, siccome lui vendeva biciclette carraro, conosceva bene il suo rappresentante, nonché grande testimonial Silvano Janes, me lo presentò e lui a sua volta mi portò alla carraro dove conobbi l’uomo chiave della mia carriera, Paolo Garniga. Queste le prime persone che mi hanno spinto, il resto ce l’ho messo io, perciò grazie a mia madre.

Prima di gareggiare in mtb non avevo fatto nulla di agonistico tranne gli sport proposti dalle scuole frequentate. Poi mi è stata regalata la prima mtb ed è stato amore a prima vista, nel 1993 le prime gare. Di risultati ne ho ottenuti abbastanza, ne ricordo due, la gara di coppa del mondo e il tricolore elite, per me i più significativi.

Come detto prima sembra una famiglia, tra dirigenti, sponsor e atleti esiste un rapporto umano al disopra degli aspetti puramente aqonistici, questo è ciò che ci tiene uniti, magari un po’ a discapito di qualche aspetto professionale, dove possiamo tutti migliorare, in ogni caso, nulla che sia più importante dell’amicizia che ci lega.

Mi sono allenato di più in dicembre e gennaio, vediamo cosa succede.




La tecnica di guida e di pedalata sono la mie doti migliori, non sono uno scalatore puro, ma quando sono in forma, sulle salite corte vado molto forte anch’io.

Lette le mie caratteristiche sopra, il tipo di cross-country che preferisco devono essere tecnici con l’altimetria nervosa.


Sì, è già da un po’ che mi sento bene ma prima di Brescia la fortuna non mi ha assistito e i buoni risultati stentavano ad arrivare. Sicuramente posso ancora migliorare, sperando che migliorino anche i risultati… che questo sia il primo di una lunga serie.


Gli obiettivi per questa stagione sono il tricolore e qualche bel risultato internazionale, non importa dove, l’importante è che arrivi!

Detto degli obbiettivi stagionali, le gare che sogno di vincere in carriera, come penso tutti gli sportivi, sono il mondiale e l’olimpiade.

In Italia di giovani forti ce ne sono pochi, ma ci sono! Alle gare vedo sempre tanti ragazzi ciò significa che lo sport piace e un po’ di ricambio sarà sempre garantito. In prospettiva Pechino però gli attuali pretendenti sono Zoli e Longo, per ora!


Sono una persona generalmente tranquilla, se nessuno mi fa innervosire, mi piace alternare momenti di completo relax a momenti di estrema frenesia.
Di grande valore per me sono il rispetto, l’amicizia e la sincerità. Anche semplicità è una cosa molto importante perché il sapersi accontentare è la chiave di una vita serena… questo è il mio punto di vista.
Mi piace condividere parte del mio tempo con mio figlio, la mia ragazza e le persone che mi vogliono bene.
Per quanto riguarda il mio tempo libero mi piace leggere libri scientifici e riviste enogastronomiche perché sono un buongustaio, mi piacciono i motori e in generale tutto ciò che mi provochi scariche di adrenalina.
Gli altri sport che amo praticare sono lo sci alpino con varianti.

Vista la non specificità della domanda rispondo in generale, la cosa che mi piace di più è stare in salute e la cosa che mi piace di meno il dolore.

Se il fisico è ok la mente conta poco ma per arrivare ad un fisico ok la mente è il 100%





“La vita l’è en carneval!” … e continuiamo a divertirci!


 
Cosa ti piace di più; cosa ti piace di meno

Quanto conta la mente e quanto il fisico, per riuscire bene nello sport agonistico?


Cosa vuoi dire ai tuoi compagni/e di squadra e al Team Maneger, Paolo Garniga?

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