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Ciao
Jarno, sei in CARRARO TEAM da
tanti anni, quale è l’impressione che ti sei fatto?
Come è nata l’idea di entrare
nel Team; quali sono state le persone che ti hanno spinto in questo
progetto e chi ti ha aiutato a realizzarlo?
Raccontaci
un po’ cosa hai fatto prima, quando hai iniziato e i tuoi
risultati più importanti.
Come ti sembrano l’organizzazione, gli atleti e i tecnici
della tua squadra, L’ARCOBALENO CARRARO TEAM, cosa dici?
Quale preparazione hai fatto, cosa hai cambiato per essere ancora
vincente nel 2007?
Tu preferisci il cross country o le marathon, con che caratteristiche
e perché?
Hai vinto la GF Campagnolo su strada, ti aspettavi di andare così
forte? E poi per la terza volte Campione Italiano VVFF. Ritieni
di migliorare?
Quali sono i tuoi obiettivi stagionali e quali quelli futuri?
Quale gara ti piacerebbe vincere?
Come è la situazione della MTB giovanile, chi sono i tuoi
avversari che ritieni più forti al prossimo italiano?
Parlaci un po’ di te, e dei tuoi hobby
Cosa ti piace di più; cosa ti piace di meno.
Quanto conta la mente e quanto il fisico, per riuscire bene nello
sport agonistico?
Cosa vuoi dire ai tuoi compagni/e di squadra e al Team Maneger,
Paolo Garniga?
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Le
mie impressioni sono sempre buone, il TEAM è sempre più
professionale, anche se è composto sia da agonisti , ma anche
da diversi amatori, ci si confronta ma nello stesso tempo si è
tutti una grande famiglia.
Faccio parte del Carraro Team dal ’98, ho conosciuto la squadra
grazie al mio meccanico Gabriele che è anche rivenditore
del marchio Carraro in Val di Fiemme e che in tutti questi anni
mi ha supportato credendo nelle mie potenzialità.
Provengo da una famiglia di sportivi, mio papà per primo
ha corso diversi anni a livello agonistico per la squadra Forestale
ed è tuttora allenatore dei ragazzi del comitato trentino
di sci nordico, da lui ho avuto la passione per lo sport; dopo diversi
tentativi nelle varie discipline ho trovato nella MTB la mia vera
passione, non ho iniziato prestissimo le prime gare in Valle
le ho fatte all’età di 18 anni, e tra le vittorie che
mi stanno più a cuore ci sono la prima maglia di campione
italiano di salita su strada e la vittoria assoluta alla prima edizione
della gran fondo Paganella bike, e alla 50 KM dei forti di Folgaria.
Mi trovo bene con tutti i miei compagni di squadra, poi la logistica
di Giò è sempre impeccabile,senza tralasciare il lavoro
di Paolo Garniga per il vivaio dei giovani, che ritengo molto utile
in chiave futura, inoltre avendo fatto parecchie gare posso dire
che quelle organizzate dal CARRARO TEAM sono sempre a degli ottimi
livelli grazie a tutte le persone che lavorano dietro le quinte
di ogni evento.
Visto l’inverno mite anche quassù in Valle ho potuto
pedalare molto prima del solito, questo di sicuro mi ha permesso
di fare una buona preparazione di fondo diversa,che spero di poter
sfruttare per tutta la stagione. Per il resto non e’ che abbia
cambiato tanto.
Dopo aver sperimentato un po’ tutto, posso dire che i risultati
migliori li ho ottenuti nelle granfondo, preferisco le salite lunghe,
mentre patisco un po’ i continui cambi di ritmo che possono
esserci in alcuni circuiti.
Ho fatto anche diverse gare su strada dove ho avuto delle belle
soddisfazioni, a volte penso che forse farei meglio a dedicarmi
solo alla bici da corsa ma finché anche la MTB riesce a regalarmi
forti emozioni continuerò ad alternare le due specialità.
L’ho vinta tre volte misurandomi sul percorso corto, la prima
volta è stata una sorpresa anche per me, sono rimasto con
i primi del percorso lungo fino al bivio poi ho deciso di girare
perché in allenamento non raggiungo mai tempi così
lunghi, così per paura di “saltare” ho puntato
alla vittoria del corto, ho continuato con il mio ritmo e sono arrivato
al traguardo da solo.
Anche le gare dei VVFF mi piacciono, più che per il risultato
in se per il fatto di fare gruppo con i miei compagni e passare
delle giornate assieme, inoltre quella del mondiale è un’ottima
occasione per partecipare a delle competizioni all’estero
dove posso misurami con atleti di diverse nazioni.
Non ho degli obiettivi particolari, quest’anno sono partito
bene, poi un piccolo incidente mi ha fatto saltare la prima tappa
del RAMPITOUR circuito che mi è sempre piaciuto, riprendendo
dall’infortunio ho partecipato alla prima edizione della MARCIALONGA
CYCLING su strada e lì ho ottenuto un inaspettato 4°
posto, inoltre ho avuto anche la fortuna di poter partecipare alla
MARATONA DES DOLOMITES che ho concluso al 7° posto sul percorso
medio, spero di riuscire a fare bene anche al campionato italiano
marathon cercando di migliorare i miei due terzi posti degli anni
scorsi.
Il campionato italiano MARATHON.
Vedo che ci sono parecchi ragazzi giovani motivati che si stanno
facendo avanti questo può solo fare bene al nostro sport,
mi auguro che conservino l’umiltà e riescano a provare
la gioia e le emozioni che la bicicletta ti può dare, indipendentemente
dai risultati.
Gli avversari sono tanti, uno in particolare il mio compagno di
squadra Unter, atleta completo in ogni percorso e in ogni specialità,
ma sempre umile e corretto,in gara cerco di essere suo avversario,
(anche se in piu’ di un occasione, ci siamo aiutati a vicenda),
però finita la gara amici come prima senza rancori.
Quando non vado in bici mi piace stare con mia moglie o camminare
in montagna con il cane dei miei, mentre in inverno pratico lo sci
da fondo e l’alpinismo.
Mi piace anche leggere, viaggiare (quando posso) inoltre quando
il tempo me lo permette supporto
una società sportiva locale per l’allenamento in mountain
bike di bambini e ragazzi essendo anche maestro di MTB.
Trovare il sorriso di mia moglie (nonostante sia affamata) dopo
i miei allenamenti serali.
La verdura, proprio non mi piace... anche se sono uno sportivo.
Secondo me solo se uno sta bene con se stesso riesce a trovare gli
stimoli e lo spirito giusto per affrontare gli allenamenti e le
gare, se non sei tranquillo e motivato anche il fisico migliore
rende al 70%.
Sicuramente, a Paolo di continuare su questa strada, anche se magari
gli stimoli non sono piu’ quelli dei primi anni , penso lui
sia il pilastro portante di tutto Il Team, e senza la sua grande
passione, tutto andrebbe a perdersi in poco tempo.
Mentre ai miei compagni auguro infinti successi, sia nella vita
che nello Sport.
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